Milano: rifugio del Liceo Statale Virgilio in Piazza Ascoli n. 2

Febbraio 2, 2021 Off Di Archeologia del sottosuolo

All’epoca della Seconda Guerra Mondiale l’odierna Piazza Ascoli era intitolata all’insegnante Rita Tonoli, la quale «attraverso la sua acuta osservazione degli allievi, che rivelavano gravi carenze morali e materiali dei propri nuclei familiari» maturò l’ideale di «assistenza sociale», per la comprensione e la cura dei bambini, con disturbi comportamentali e affettivi, e delle loro famiglie (Gonzales P., Martini M., Miele G., Vella G., Le strade di Milano. Storia della città attraverso la sua topografia, Edizioni Effeti, Milano 1968, pp. 1525-1526).

All’interno del Liceo Statale vi è un rifugio antiaereo cemento armato costruito nel 1935 in fase con l’edificio stesso. Una scalinata lunga e incassata conduce alla porta dell’antiricovero, per dare poi accesso al vano principale di 5,35 x 2,32 m, dotato anche di un secondo accesso, oggi murato. Si possono ancora vedere l’impianto di ventilazione, filtrazione e rigenerazione dell’aria e la «bicicletta» con cui farlo funzionare in caso di mancata erogazione della corrente elettrica.

La struttura è stata trattata negli Atti del I Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo (Thum A., Esplorando il presente alla ricerca del nostro passato: viaggio nei ricoveri antiaerei di Milano, in Basilico R. et alii (a cura di), Atti I Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo: Bolsena 8-11 Dicembre 2005. Archeologia del Sottosuolo: Metodologie a Confronto, Vol. 1 e 2, Hypogean Archaeology N. 2, B.A.R. International Series 1611, Oxford 2007, pp. 669-712).

La documentazione del lavoro d’indagine svolto dall’Ass.ne SCAM-FNCA è stata pubblicata anche in: Maria Antonietta Breda, Claudia Ninni, Gianluca Padovan, Catalogazione archeologica di una realtà sommersa: i rifugi antiaerei di Milano nelle strutture antiche e moderne, in R, Basilico, M.A. Breda, G. Padovan (a cura di), Atti III Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo: Massa 5-7 ottobre 2007. Archeologia del rifugio antiaereo: utilizzo di opere ipogee antiche e moderne per la protezione dei civili, Hypogean Archaeology N. 6, B.A.R. International Series 2218, Oxford 2011, pp. 65-194.

Per quanto concerne il suo utilizzo, possiamo notare che nel fascicolo «Ricoveri Pubblici Antiaerei», redatto dal Comune di Milano, non risulta inserito (Archivio del Comune di Milano, Fascicolo n. 121 del 1949, Ripartizione Servizi e Lavori Pubblici).

Ad ogni buon conto non si esclude che il rifugio sia stato comunque usato e, magari, dal personale non docente dell’Istituto.

Occorre sottolineare come il rifugio fosse stato progettato e costruito “a regola d’arte”, ma la superficie di ricovero di soli 12,41 metri quadrati lo qualifica semplicemente come “ridicolo”, dal momento che l’Istituto ospitava circa 1600-1700 studenti.

Come nota utile si può ricordare che esisteva un grande rifugio antiaereo ad uso pubblico, il N° 57, in Piazza Ermete Novelli (ex Piazzale Italo Balbo) presso il Palazzo dell’Aeronautica.