Cesare Cesariano architetto e ingegnere ducale (parte seconda)

Febbraio 12, 2021 Off Di Archeologia del sottosuolo

Occorre ricordare che Cesare Cesariano possedeva una cultura classica notevole e, come detto nella prima parte di questo contributo in suo ricordo, è stato il primo a tradurre in italiano il testo latino di Marco Vitruvio Pollione, il De Architectura, fornendolo di commenti e illustrazioni.

A proposito dei commenti non si può certo a dire che Cesariano non avesse peli sulla lingua, perché sottolinea come, non solo nell’ambiente milanese, vi fossero persone prive di vere cognizioni e che si spacciavano per architetti senza nemmeno essere versati nell’arte.

Ecco le sue parole “alla carta vetrata”: «Ma quilli sono nominati pseudo architecti che in qualche fauore uel sua temerarita affidandosi como molti hano facto & fanno: non solu in la nostra alma opulentissima metropoli de Milano: ma eut in molte altre externe cita is como in Italia quali a gran pena sapendo fare una pocha praticheta calculatoria p[er] la materia de le fabriche aut superficie senza geometrica schematione symmetriata: pur che apparano coacervare le mure nel mensurare qualche superficie terrena si fanno scrivere ala aedilitia de la republica p[er] gratia di qualche falsa e icognita collaudatione» (Cesare Cesariano, Vitruvio De Architectura, Gottardo da Ponte, Como 1521, I, II v.-III r).

Questo brano ho potuto copiarlo direttamente da un originale in quanto letteralmente ritrovato da Maria Antonietta Breda in uno degli scaffali d’una Biblioteca di Milano, tra i libri da catalogare frutto di acquisizioni e donazioni. La sovra copertina lo rendeva irriconoscibile, essendo una carta “anonima” che assomigliava a quella che s’usava per confezionare i dolciumi più di cinquant’anni fa.

La Biblioteca è rimasta così lieta della “scoperta” che ci ha lasciato fotografare l’intero libro.

-SEGUE-

G.P.

 

TESTI DI RIFERIMENTO: