Giovanni Battista Piatti
Largo La Foppa e un inventore eccezionale: Giovanni Battista Piatti
Arena o Stadio Civico di Milano
La forma dell’Arena, o Stadio Civico, è progettata dall’architetto Luigi Canonica (Tesserete, Lugano 1762 – Milano 1844) e realizzata in legno nel 1803, ma ricostruita in muratura e inaugurata nel 1807. La forma richiama l’anfiteatro classico ed era originariamente destinata a ospitare corse di cavalli, di bighe, naumachie, ecc.
Sirene d’allarme a Milano
I penetranti e cadenzati suoni della sirena davano il preallarme, l’allarme e il cessato allarme. La gente così sapeva di doversi recare, e di corsa, nei rifugi antiaerei.
Sicurezza?
Quale reale sicurezza offrivano i rifugi antiaerei italiani realizzati nei piani cantinati? Considerando la velocità di arrivo di un ordigno (in media 300 metri al secondo), questo avrebbe potuto con una certa facilità attraversare il tetto ed un paio di solai prima che la spoletta innescasse l’esplosione, giungendo a detonare contro i sottostanti ricoveri. In…
Tracce della guerra: le scritte sui muri
Se pensate che le tracce della Seconda guerra mondiale siano sparite vi sbagliate.
“I gas di guerra”
«L’edificio in discorso ha il pregio della sicurezza massima, però la sua costruzione è costosissima,
Cava d’argilla e armi di bronzo a Milano
Un tempo alla periferia di Milano esistevano numerose cave d’argilla. Una in particolare era stata aperta presso la storca Cascina Ranza, edificio presente agli inizi del XVIII e riportato nel Catasto di Carlo VI (Catasto Teresiano).
Castello di Milano: ma dov’è il passaggio segreto?
Come marea che spiaggia i ricordi, ogni tanto la risacca porta a riva il pensiero sul “passaggio segreto” del Castrum Portae Jovis Mediolani”, ovvero il Castello visconteo-sforzesco della Metropoli.
Casa del Chirurgo a Pompei
Ecco altre incisioni di Giovan Battista Piranesi pubblicate da Francesco Piranesi in un volume dei primi dell’Ottocento a completamento dell’opera del genitore.
Strade di Pompei
Ecco altre due incisioni di Giovan Battista Piranesi pubblicate da Francesco Piranesi in un volume dei primi dell’Ottocento a completamento dell’opera del genitore.