RIFUGIO ANTIAEREO N° 87: una lunga storia

Febbraio 1, 2021 Off Di Archeologia del sottosuolo

Scuola Primaria Giacomo Leopardi.

In Viale Luigi Bodio, al numero civico 22, vi è una scuola elementare la cui costruzione ha inizio nel 1924 ed è inaugurata nel 1926. Originariamente dedicata alla maestra Rosa Maltoni Mussolini, dopo la guerra è intitolata a Giacomo Leopardi.

Il bell’edificio a ferro di cavallo, con le aule spaziose e gli alti soffitti, lascia all’interno un vasto cortile dove gli alunni possono giocare, mentre il fronte aperto è occupato da una bassa struttura, sempre degli anni Venti, destinata a palestra.

I locali sotterranei del complesso sono oggi meta di visite guidate per gli alunni, per gli studenti di altre scuole e per coloro i quali desiderano riscoprire un frammento del passato milanese. Ed è proprio la Preside Laura Barbirato, a parlarcene nel libro La Bovisa e la sua scuola:

«I sotterranei hanno un andamento circolare, si sviluppano quindi sotto il “ferro di cavallo” della scuola, collegando anche i due estremi, sotto la strada (viale Bodio). Hanno soffitti a volta piuttosto alti in mattoni vivi ottimamente conservati, anche la pavimentazione è quella originale. Sotto alla scuola esisteva una sorta del suo “doppio”. Funzionava una cucina per la preparazione dei pasti, c’era una sala-docce (ancora visibili), dove i bambini venivano lavati (spesso non avevano l’acqua corrente in casa) prima di iniziare le lezioni. C’erano le classi, dove si poteva continuare a fare lezione anche se si era costretti a scendere perché la sirena annunciava l’avvicinarsi dei bombardieri. Sui muri sono ancora visibili le scritte di allora, che indicavano con chiarezza le direzioni da seguire. Non tutte le case del quartiere disponevano di cantine adatte ad ospitare la gente in caso di pericolo ed i “rifugi” della scuola servivano anche a dar riparo alla popolazione vicina».

A partire dal 1940 e per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale i locali sotterranei dell’edificio sono stati in parte utilizzati come rifugio antiaereo ad uso pubblico. Il Comune di Milano aveva disposto il rinforzo delle volte di alcuni ambienti con legname e aveva fatto collocare panche e seggiole affinché i ricoverati vi attendessero, con un minimo di comodità, il “cessato allarme aereo”.

Il regista Ermanno Olmi, all’epoca alunno, scrive così nel suo libro Ragazzo della Bovisa a proposito delle esercitazioni in caso d’attacco aereo: «Nel buio della cantina tutta puntellata da travi di sostegno, spiegava a gruppi di classi l’uso della maschera antigas».

E sui bombardamenti ricorda, ad esempio: «Ripresero gli allarmi. Certe notti anche due volte. I più piccini arrivavano al rifugio tutti infagottati e, senza neanche svegliarsi, continuavano il loro sonno sulle panche».

La scheda di un registro comunale d’epoca c’informa che il rifugio aveva, almeno inizialmente, una superficie di 220 metri quadrati, una capacità di 450 persone, era suddiviso in dieci celle, era dotato di due gabinetti “alla turca” e un rubinetto erogante l’acqua potabile. In seguito sono stati aggiunti due gabinetti e almeno un altro lavabo.

Lungo le pareti dei locali e del corridoio ancor’oggi si riconoscono le scritte d’epoca, quasi tutte conservatesi perfettamente.

Secondo alcune testimonianze una sirena d’allarme era stata collocata all’ingresso del cortile, al di sopra dello stemma regio che orna la facciata della palestra.

La riapertura del Rifugio N° 87.

Nell’ambito della manifestazione promossa da Legambiente «Puliamo il Mondo», da venerdì 24 a domenica 26 settembre 2010 il Rifugio N° 87 è stato ripulito e reso visitabile.

La motivazione era semplice: la Preside desiderava poterlo riutilizzare come spazio museale, per donare agli scolari uno scorcio del passato affinché non si ripetesse alcun evento bellico: non dimenticare è il primo passo per non incorrere nei medesimi errori.

Intendeva inoltre conservare la memoria dell’intera struttura, che oramai si avvicinava ad avere un secolo, ed era stata frequentata da migliaia di ragazzi e ragazze.

Tre giorni di ramazza, detergente e olio di gomito hanno avuto ragione della polvere e delle ragnatele di decenni. Merito dell’impresa è stato in buona misura dovuto all’impegno dei venticinque tecnici, architetti e ingegneri della Bovis Lend Lease s.r.l. Hanno partecipato inoltre: Maria Grazia Abis, Mauro Badalotti, Costantino Foti, Guglielmo Esposito, Luca Petitto, Francesco Salvioli, Silvia Tinarelli, nonché gli speleologi dell’Associazione S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano).

Sabato 26 marzo 2011 si è inaugurata la riapertura dei sotterranei con la seguente manifestazione: «Riapre il Rifugio N° 87: il rifugio antiaereo della scuola di Viale Bodio a Milano, un contenitore di memoria da far rivivere».

Negli spazi sotterranei, secondo i fermi e coraggiosi intendimenti della Preside, è stata allestita la mostra fotografica e documentaria «La Milano Sotterranea: i rifugi antiaerei». I lavori creativi, orchestrati dagli insegnanti e realizzati dagli alunni della Giacomo Leopardi, erano il vero pezzo forte dell’iniziativa culturale. L’Associazione S.C.A.M., l’Associazione Bodio Guicciardi (A.B.G.), Maria Antonietta Breda del Politecnico di Milano (Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, oggi DAStU), Francois-Xavier Bernard, Alessandro Merlotti e Luciano Ragozzino hanno esposto foto di ogni formato delle opere sotterranee milanesi, la riproduzione di documenti d’epoca, due piccole collezioni di maschere “antigas” utilizzate nel corso dell’ultima guerra mondiale sia da militari sia da civili e due cartelli di un rifugio antiaereo londinese.

Tra le cose che hanno fatto riflettere i visitatori vi era la riproduzione del puntellamento delle volte di due grandi stanze, mediante tronchi d’albero e assi. Si era così desiderato rendere l’idea di quale impatto visivo ed emotivo suscitasse, al giorno d’oggi, un cosiddetto “rifugio di circostanza”, ovvero la “cantina puntellata” del tempo di guerra.

L’allestimento è stato effettuato dagli speleologi dell’Associazione S.C.A.M., mentre la Scuola Giacomo Leopardi e il Consiglio di Zona 9 del Comune di Milano hanno sostenuto l’iniziativa acquistando il necessario legname.

Il Rifugio Antiaereo N° 87 si può ancora visitare ed è effettivamente divenuto “museo di sé stesso.

Buona visita sotterranea… nel cuore della guerra e per non dimenticare.

Testi di riferimento:

– Arabo M.T. -a cura di-, La Bovisa e la sua scuola. Ottant’anni di storie e memorie, Milano 2009.

Breda M. A., Milano 5 ottobre 1940. I rifugi antiaerei pubblici del Comune di Milano. Milan, 5th October 1940. Milan Municipal public air-raid shelters, Lo Scarabeo Editrice, Milano 2015.

– Breda M. A., Padovan G., Milano: Rifugi Antiaerei. Scudi degli Inermi contro l’Annientamento, Lo Scarabeo Editrice, Milano 2012.

– Olmi E., Ragazzo della Bovisa, Mondadori Editore, Milano 2009.

 

 

Allestimento delle puntellature

 

Scritta d’epoca.