ELLISSI & CERCHI: Como

Gennaio 24, 2021 Off Di Archeologia del sottosuolo

Osserviamo il territorio e l’ambiente in cui viviamo

Cerchio di pietre a Como.

Un esempio eclatante di grande osservatorio astronomico circolare è stato rinvenuto nel 2007 appena a sud-ovest di Como.

Nei pressi di Lucino, in località Tre Camini «durante i lavori per la costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna di Como, è emerso dagli scavi di sbancamento e di sistemazione dell’area un reperto archeologico di fondamentale importanza: si tratta di un grande circolo di pietre, venuto alla luce nel corso delle operazioni di deviazione dell’alveo del torrente. Il grande anello circolare è stato rilevato da satellite a scavo aperto e proprio nella fase in cui gli archeologi ne avevano messo in evidenza quasi completamente le caratteristiche archeologiche strutturali» (Gaspani Adriano, Il grande cerchio di pietra degli antichi Comenses, Provincia di Como – Assessorato alla Cultura, Associazione Culturale Terra Insubre, Varese 2009, p. 15).

La struttura circolare risalirebbe al VII-VI secolo a., ha un diametro di circa 68 metri, è suddivisa in 72 spicchi ed è costituita «da due corsi di pietre periferici molto ravvicinati, in media circa 1,5 metri l’uno dall’altro, ed uno più interno che delimita una piattaforma centrale circolare di 13,6 metri di raggio pavimentata con ciottoli di colore chiaro reperiti localmente, ma solamente per metà, mentre l’altra mezzaluna è invece formata da terra battuta di colore scuro, riportata sul terreno originale. Al centro geometrico della piattaforma esiste una buca di palo del diametro di 42 cm all’imboccatura e profonda 30 cm, la quale è coperta da un masso» (Ibidem, p. 20).

Così scrive Gaspani: «Il manufatto non è ciò che rimane di un grande tumulo funerario e quindi non contiene al suo interno una o più sepolture per il quale il recinto possa essere stato costruito. Il sito risulta essere decisamente inusuale, probabilmente un caso unico per l’ambiente preistorico comasco, anche se l’analisi delle immagini da satellite potrebbe suggerire la presenza di un secondo manufatto, anch’esso a pianta circolare posto a 150 metri di distanza verso sud-ovest e non ancora scavato. Quale funzione aveva questa monumentale struttura? La collocazione cronologica del manufatto è stata stabilita dagli archeologi all’età del Ferro, in particolare il sito fu attivo nel VI secolo a.C. quindi appartiene alla fase IIA della cultura di Golasecca» (Ibidem, pp. 22-23).

Il grande cerchio era presumibilmente circondato da un fossato anch’esso circolare, alimentato dall’attuale torrente Valgrande. Il prezioso lavoro di elaborazione svolto da Adriano Gaspani costituisce senza dubbio un punto fermo sullo studio della capacità tecniche ed astronomiche dei nostri predecessori, fornendo dati incontrovertibili che testimoniano l’elevato grado scientifico e culturale raggiunto ed applicato: «Le immagini sono state elaborate con sofisticati algoritmi di image-processing, alcuni dei quali messi a punto da noi, che hanno permesso di ottenere una mappatura molto accurata del sito nonché di ripartire l’informazione contenuta nelle immagini nelle sue componenti fondamentali di frequenza spaziale in modo da studiare le caratteristiche del sito in maniera individuale molto accurata» (Ibidem, p. 17).

Per quanto concerne l’elaborazione dei dati si suggerisce utilmente la lettura del libro:

Gaspani Adriano, Il grande cerchio di pietra degli antichi Comenses, Provincia di Como – Assessorato alla Cultura, Associazione Culturale Terra Insubre, Varese 2009.

Gianluca Padovan (Ass.ne S.C.A.M. – F.N.C.A.)