6. NAPOLI TRA SOPRA E SOTTO

Gennaio 18, 2021 Off Di Archeologia del sottosuolo

Bastione in Metrò

Nel 1494 l’architetto militare Francesco di Giorgio Martini traccia la cinta bastionata che dovrà proteggere esternamente Castrum Novum, ovvero il Maschio Angioino. Don Pedro de Toledo ne modernizza il tracciato e l’architetto Antonio Marchesi (Settignano 1451 – Settignano o Firenze 1520), allievo di Francesco di Giorgio, ne avvia la costruzione.

Com’era il suo aspetto? «Il circuito trapezoidale, detto la Cittadella, era guardato da ampi e bassi torrioni ai vertici, fatta eccezione per il bastione poligonale di S. Spirito; furono costruiti tutti, dopo le prime fasi provvisorie, tra il 1510 e il 1516. Nel 1536 saltò in aria uno dei nuovi baluardi spagnoli; quando nel 1870 una legge del nuovo Stato unitario ne decretò la demolizione su istanza dei Napoletani, gli ammodernamenti avevano lasciate intatte solo le primitive dimensioni della cittadella del Martini» (Paolo Marconi -a cura di-, I Castelli. Architettura e difesa del territorio tra Medioevo e Rinascimento, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1978, pp. 476-478).

Giorgio Vasari così ci parla di Francesco di Giorgio: «Fu Francesco grandissimo ingegnere, e massimamente di macchine da guerra» (Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori scultori e architetti, Jacopo Recupero -a cura di-, Editrice Italiana di Cultura, Roma 1967, p. 346).

Nel corso degli scavi archeologici, condotti a seguito della costruzione della stazione metropolitana Municipio, è venuto alla luce anche il Torrione dell’Incoronata, facente parte della “Cittadella”. Oggi si può ammirare la conservata parte inferiore proprio accedendo alla Stazione Municipio.

Certamente la nascita e lo sviluppo delle opere bastionate principia dalle esigenze di proteggersi meglio dall’impego delle armi da fuoco e al contempo di dislocare le stesse nel modo migliore all’interno del proprio perimetro fortificato. Così scrive Amelio Fara: «Dal 1453, l’anno in cui l’Occidente perde Costantinopoli, alla fine del secolo, quando i turchi risultano ricacciati dalla Spagna, formulano elaborazioni teoriche innovative d’architettura fortificata il Filarete, Francesco di Giorgio, Giuliano da Sangallo e Leonardo. Nel clima culturale della minaccia turca compongono trattati e fanno prender corpo alle realizzazioni gl’ingegneri occidentali del Cinquecento» (Amelio Fara, Il sistema e la città. Architettura fortificata dell’Europa moderna dai trattati alle realizzazioni 1464-1794, Sagep Editrice, Genova 1989, p. 14).

I progetti di fortificazioni a pianta stellare sono basati sull’applicazione di teorie matematiche, tenendo conto della gittata dei cannoni e della necessità di eliminare gli “angoli morti”, ovvero i punti dove i proiettili non giungono. Ma uno dei sistemi portanti della difesa di una piazzaforte è l’impianto sotterraneo di contromina.

Tra la fine del XVI e il XVIII secolo si dotano le fortificazioni di gallerie sotterranee con una certa sistematicità, ricavandole solitamente al di sotto del perimetro difensivo principale. In caso di assedio il loro scopo è individuare e intercettare qualsiasi lavoro di scavo avversario e interrompere la loro progressione tramite combattimento sotterraneo o distruzione del cunicolo di attacco per mezzo di una esplosione.

G.P.

            

Planimetria esposta nella Stazione Municipio