4. La galleria di demolizione nelle opere bastionate

Giugno 7, 2022 Off Di Archeologia del sottosuolo

La galleria di demolizione nelle opere bastionate

Tratto da: Gianluca Padovan & Ippolito Ferrario, Alla scoperta di Milano Sotterranea, Newton Compton Editori, Roma 2018.

La galleria di demolizione nelle opere bastionate

Un’architettura inusuale e per l’epoca assai costosa era la “galleria di demolizione” da costruirsi all’interno di un bastione, destinata alla difesa e la demolizione parziale dello stesso, al fine di consentire la creazione di un secondo fronte bastionato arretrato. Tipologia del tutto particolare e rara, si tratta di una galleria, solitamente ampia (poteva avere sino a 6 metri di altezza per 6 metri di larghezza), che segue internamente il profilo delle due facce esterne del bastione ed è dotata di pozzetti ricavati nella volta e cunicoli di mina che si diramano verso l’esterno. Qualora il bastione fosse stato parzialmente demolito dal fuoco di batteria o dall’esplosione di mine, si provvedeva a fare brillare i fornelli di mina per “rovesciare” le due facce esterne del bastione nel fossato, creando così un saliente e ottenendo un nuovo fossato (la galleria stessa, scoperchiata), con muro di controscarpa (piedritto esterno) e muro di scarpa integro (piedritto interno). Aveva inoltre lo scopo di servire da ricovero a prova di bomba e come passaggio da un fianco all’altro del bastione. Un eccezionale esempio, probabilmente unico nel suo genere in Italia per dimensioni e articolazione, è visibile all’interno del Bastione San Carlo della Cittadella di Alessandria, rilevato nel 2007 dalla nostra Associazione. Altre opere di demolizione sono state esplorate e rilevate nella controguardia del Bastione di San Tommaso, facente sempre parte della Cittadella di Alessandria. In molte fortezze, tra un bastione e l’altro, la cortina viene protetta con la costruzione di un rivellino, o meglio d’una mezzaluna o lunetta, che rimane più bassa delle opere principali del corpo di piazza, aperta verso di esso, interna al fossato e generalmente posta tra due bastioni. Soprattutto nei secoli xvii e xviii le fortezze sono dotate d’opere accessorie esterne al corpo di piazza che prendono il nome dalla loro specifica architettura e dalla posizione occupata rispetto alle altre opere. Abbiamo così la controguardia, la tenaglia, l’opera a corona, ecc.

 

Architettura Militare bastioni De Marchi Marini

 

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